Gli imam che armano i fucili
Resipiscenza tardiva. E’ la guerra del governo francese contro gli imam dell’odio promossa dopo la strage di Tolosa. Ieri Parigi ha espulso Almany Baradji, imam originario del Mali, “perché nelle sue prediche promuove l’antisemitismo, il velo integrale e il rifiuto dell’occidente”. Lascerà la Francia anche l’imam tunisino Malek Drine, che ha giustificato in nome della sharia l’uccisione dei musulmani “apostati” (come i soldati di fede islamica uccisi da Mohammed Merah).
16 AGO 20

Resipiscenza tardiva. E’ la guerra del governo francese contro gli imam dell’odio promossa dopo la strage di Tolosa. Ieri Parigi ha espulso Almany Baradji, imam originario del Mali, “perché nelle sue prediche promuove l’antisemitismo, il velo integrale e il rifiuto dell’occidente”. Lascerà la Francia anche l’imam tunisino Malek Drine, che ha giustificato in nome della sharia l’uccisione dei musulmani “apostati” (come i soldati di fede islamica uccisi da Mohammed Merah).
E l’imam turco Yusuf Yuksel, che predica l’odio verso gli ebrei. Dopo l’uccisione degli ebrei nel sud della Francia, Parigi sta attraversando lo stesso fenomeno di indagine sui pulpiti delle moschee che ha contraddistinto l’Inghilterra e il suo “Londonistan” dopo le bombe del 7 luglio 2005.
Domani in Francia doveva sbarcare Yusuf al Qaradawi, l’imam della Fratellanza musulmana, il predicatore egiziano di stanza in Qatar che da due decenni guida l’islam sunnita mondiale.
Parigi ha appena bandito al Qaradawi dal proprio territorio. E’ un messaggio forte, significativo e inusitato rivolto più in generale ai Fratelli musulmani, nel cui alveo gravitano gran parte degli imam del Vecchio continente.
Sono note le fatwe ultra fondamentaliste dell’imam egiziano. Come quella che giustifica gli attacchi terroristici palestinesi contro i civili israeliani. “L’uccisione di americani è un obbligo”, sancì al Qaradawi dopo l’11 settembre.
Il teologo islamico ha anche detto che “la libertà dovrebbe essere al servizio dell’islam”, che la laicità non è altro che “ateismo, negazione dell’islam”, che dialogo con i cristiani ci deve essere “ma non con gli ebrei”, che America ed Europa sono “comunità di nudisti” e che Roma deve essere “presa”.
Sull’uccisione degli omosessuali, al Qaradawi ha spiegato la necessità di “mantenere la purezza della società islamica, e di mondarla dagli elementi pervertiti”. Armate di una simile ideologia islamista, le pallottole fioccano da sole.
Merah non è sbucato dal nulla. E’ il figlio di una dottrina violenta e millenarista che si è annidata nel cuore dell’Europa e che passa prima di tutto attraverso il lavaggio del cervello promosso da questi cattivi maestri del Corano.